{"id":9536,"date":"2026-10-19T10:10:08","date_gmt":"2026-10-19T08:10:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pipolcongres.eu\/2026\/10\/19\/totalite-fuyante-et-unite-masquee\/"},"modified":"2026-10-19T20:47:01","modified_gmt":"2026-10-19T18:47:01","slug":"totalite-fuyante-et-unite-masquee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pipolcongres.eu\/it\/2026\/10\/19\/totalite-fuyante-et-unite-masquee\/","title":{"rendered":"Totalit\u00e0 sfuggente e unit\u00e0 nascosta"},"content":{"rendered":"<div class=\"pf-content\"><p class=\"tm14\">La scansione della seduta analitica pu\u00f2 a volte dare all\u2019analizzante, soprattutto nei primi tempi, l\u2019impressione che non abbia avuto il tempo di dire <em><span class=\"tm17\">tutto. <\/span><\/em>La psicopatologia del divano si vede, cos\u00ec, spesso costellata di formule che esprimono il rammarico, la frustrazione di aver fornito all\u2019analista un quadro incompleto, cosa che, secondo l\u2019analizzante, potrebbe nuocere ad una buona comprensione dando un\u2019idea tronca delle sue questioni. L\u2019ideale di esaustivit\u00e0 di cui si parla qui non tiene conto dell\u2019impossibilit\u00e0 strutturale rilevata da Lacan in <em><span class=\"tm17\">Televisione <\/span><\/em>quando faceva obiezione al <em><span class=\"tm17\">tutto<\/span><\/em> della verit\u00e0 come del dire. L\u2019introduzione della seduta a durata variabile, il taglio a met\u00e0 di una frase, se non di una parola, il cui equivoco arriva cos\u00ec a risuonare, prendono posizione contro il <em><span class=\"tm17\">tutto, <\/span><\/em>lo mostrano per quello che \u00e8: al peggio una vanit\u00e0, al meglio un\u2019illusione.<\/p>\n<p class=\"tm14\">Ma l\u2019esaustivit\u00e0 non \u00e8 il solo abito di cui si adorna l\u2019ideale del dire-tutto. A volte il <em><span class=\"tm17\">tutto <\/span><\/em>riguarda un elemento molto particolare, e \u201cnon le ho detto tutto\u201d significa che l\u2019analizzante non ha, per la precisione, detto nulla. Che il pezzetto di verit\u00e0 lo ha, per il momento, tenuto nascosto per s\u00e9. Fra tracimazione e riserbo, la logica del dire tutto si svolge nelle sue sfumature e segna anche un modo-di-godere: a volte <em><span class=\"tm17\">Mille e una notte<\/span><\/em> (sullo stile \u201cil seguito alla prossima puntata\u201d), a volte <em><span class=\"tm17\">Assassinio sull\u2019Orient-express <\/span><\/em>(sullo stile \u201cnon mollare l\u2019osso\u201d).<\/p>\n<p class=\"tm14\">Tra totalit\u00e0 sfuggente e unit\u00e0 nascosta, in senso contrario a questa versione incantata della parola che si suppone piena e che non esprime che vuoto, si traccia la linea di Georges Perec. Anche qui si pu\u00f2 parlare di totalit\u00e0 sfuggente e unit\u00e0 dissimulata, ma nella sua versione disincantata, privata del calore avvolgente che cresce di mistero in rivelazione. Questa doppia dimensione (totalit\u00e0\/unit\u00e0) si esprime in Perec nel tentativo di svuotamento del senso nella descrizione, in particolare con <em><span class=\"tm17\">L\u2019infra-ordinario <\/span><\/em>e <em><span class=\"tm17\">Tentativo di esaurimento di un luogo parigino<\/span><\/em> da una parte e, dall\u2019altra, <em><span class=\"tm17\">La scomparsa<\/span><\/em>, romanzo concepito interamente sull\u2019elisione della lettera <em><span class=\"tm17\">e <\/span><\/em>\u2013<em><span class=\"tm17\">\u00a0<\/span><\/em>elisione che ha fatto scorrere molto inchiostro.<\/p>\n<p class=\"tm14\">\u00c8, ad esempio, in <em><span class=\"tm17\">Tentativo di esaurimento di un luogo parigino <\/span><\/em>che si esprime questa particolare ricerca di esaustivit\u00e0, che mira a descrivere non tanto quello che, di un luogo specifico (la Place Saint-Sulpice) \u00e8 gi\u00e0 conosciuto e inventariato, fotografato, dipinto e cos\u00ec eternizzato, ma l\u2019effimero inosservato, l\u2019invisibile del quotidiano: i piccioni, il bus, i passanti&#8230;Venire pi\u00f9 giorni di fila, appostarsi nello stesso luogo e descrivere quello che \u201cgeneralmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole\u201d. [1] L\u2019impostazione \u00e8 esplicitata nel volumetto intitolato <em><span class=\"tm17\">L\u2019infra-ordinario<\/span><\/em>, dove Perec invita a mettersi in ascolto del \u201crumore di fondo\u201d: \u201cFate l\u2019inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l\u2019uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete. Esaminate i vostri cucchiaini. Cosa c\u2019\u00e8 sotto la carta da parati? Quanti gesti occorrono per comporre un numero telefonico? Perch\u00e9?\u201d La proposta di Perec si basa su una constatazione: i giornali, le notizie sensazionalistiche, i titoli da prima pagina non gli insegnano niente. E conclude: \u201cPoco m\u2019importa che queste domande siano frammentarie, appena indicative di un metodo, al massimo di un progetto. Molto m\u2019importa, invece, che siano triviali e futili: \u00e8 precisamente questo che le rende altrettanto, se non addirittura pi\u00f9 essenziali di tante altre attraverso le quali abbiamo tentato invano di afferrare la nostra verit\u00e0\u201d. [2]<\/p>\n<p class=\"tm14\">La <em><span class=\"tm17\">cattura vana della verit\u00e0<\/span><\/em> si nutre di una gerarchia fallace, quella che crede di poter determinare ci\u00f2 che \u00e8 importante, ne fabbrica la cornice quando, nell\u2019ordine del discorso, si tiene il meglio per la fine o lo nasconde. La via del futile, del triviale, di ci\u00f2 che si fa residuo sfuggendo all\u2019occhio come alla parola \u00e8, per Perec, quella che al contrario pu\u00f2 farsi portatrice di una verit\u00e0. Una verit\u00e0 che non si <em><span class=\"tm17\">afferra<\/span><\/em> ma si situa nel \u201cci\u00f2 che sembra aver smesso per sempre di stupirci\u201d [3] e che, se si vi si presta attenzione, ha occasione di rivelarci almeno una cosa: che, ciechi rispetto allo sfondo, indifferenti al supposto insignificante, \u201cdormiamo la nostra vita di un sonno senza sogni\u201d. [4] L\u2019inventario dell\u2019infra-ordinario, nella sua stessa monotonia, fatta per esempio della descrizione di ogni numero di rue Vilin, o di tutto ci\u00f2 che Perec ha mangiato e bevuto nel 1974,[5] rivela a noi stessi la potenza di ci\u00f2 che ordina il racconto: il punto cieco.<\/p>\n<p class=\"Footnote\">[1] G. Perec, <em><span class=\"tm17\">Tentativo di esaurimento di un luogo parigino<\/span><\/em>, Roma, Voland, 2011, p. 7.<\/p>\n<p class=\"Footnote\">[2] G. Perec, <em><span class=\"tm17\">L\u2019infra-ordinario, <\/span><\/em>Macerata, Quodlibet, 2023, p. 10.<\/p>\n<p class=\"tm20\">[3] <em><span class=\"tm17\">Ibid., <\/span><\/em>p. 12.<\/p>\n<p class=\"Footnote\">[4] <em><span class=\"tm17\">Ibid., <\/span><\/em>p. 11.<\/p>\n<p class=\"tm14\"><span class=\"tm21\">[5] <\/span><em><span class=\"tm22\">Ibid., <\/span><\/em><span class=\"tm21\">p. 11 per la rue Vilin e p. 83 l\u2019inventario degli alimenti liquidi e solidi ingurgitati.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normal\">\n<p class=\"tm6\"><span class=\"tm7\">Vassily Kandinsky,<\/span><em><span class=\"tm8\"> Sans titre (Premi\u00e8re aquarelle abstraite)<\/span><\/em><span class=\"tm7\">, 1910<\/span><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scansione della seduta analitica pu\u00f2 a volte dare all\u2019analizzante, soprattutto nei primi tempi, l\u2019impressione che non abbia avuto il tempo di dire tutto. 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